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ITINERARIO UN GIORNO:
OFFAGNA

ITINERARIO UN GIORNO:OFFAGNA

Visita alla Rocca di Offagna e Museo delle Armi Antiche e della Rocca medioevale + Laboratorio “Creazioni di Lavanda” con La Lavanda di Donatella (Offagna)

Le prime notizie si hanno quando ad alcuni nobili germanici viene concessa la zona marchigiana dall’arcivescovo di Ravenna nel tardo medioevo. Attorno al XII – XV secolo la sua storia fu comune a quella di Osimo. Nel 1445 venne data in via definitiva l’ingerenza alla città di Ancona dietro volere di papa Eugenio IV. Sotto la giurisdizione anconetana Offagna divenne uno dei circa venti castelli di Ancona e perciò tra il 1454 ed il 1456 venne costruita l’attuale rocca, con l’importante funzione di difendere il confine del fiume Aspio. Dopo il 1532, data che segna la fine della Repubblica Anconitana, fece parte in maniera stabile dello Stato della Chiesa, fino all’unificazione dell’Italia. Nonostante i pochi rilievi storici la fattura delle opere di alcuni palazzi nobiliari, ma soprattutto la perfetta conservazione, ne attestano una rilevante importanza.
Fa parte dei borghi più belli d’Italia e da maggio 2013 possiede anche il riconoscimento bandiera arancione.

LA ROCCA

La Rocca di Offagna venne eretta dalla Repubblica marinara di Ancona per proteggere i suoi possedimenti di terraferma, in particolare delle mire espansionistiche della vicina e potente città di Osimo. Offagna entrò così a far parte dei Castelli di Ancona. La rocca è stata dichiarata monumento nazionale dal 1902.Rappresenta un importante esempio di architettura militare nelle Marche, il maggiore fra i Castelli di Ancona. Venne eretta per volere degli anconetani fra il 1454 e il 1456 come difesa al territorio della loro fiorente Repubblica marinara, affidando l’esecuzione a maestranze lombarde.Si presenta come un massiccio quadrilatero con Mastio centrale, posto in posizione dominante su una rupe tufacea, anch’essa fortificata. La rupe fungeva da vera forza difensiva, quando i due ponti levatoi (uno piccolo per la gente e uno più grande per i cavalli) venivano ritirati la rocca era praticamente isolata.Le spesse mura in laterizio, anche se erette in epoca medievale, vennero già ideate per resistere non al lancio di pietre e macigni, bensì alle nuove armi da fuoco, testimoniato anche dalle 50 postazioni da bombarde. Alla sommità sono i cammini di ronda; la merlatura è ghibellina, a coda di rondine. Ulteriori cortine murarie, intervallate da torri, si sviluppavano dalla rocca; atte a prima difesa e dar riparo ai contadini e al loro bestiame. Ne sussiste ancora il torrione semicircolare che terminava la cinta muraria a nord-est. La Corte interna della rocca era coperta da una tettoia in legno; molte delle strutture erano realizzate in legno, scale, cammini di ronda, ponti levatoi, tettoie, e son andati tutti perduti. All’interno della rocca, al centro della piccola corte, si erge il mastio, o torre di avvistamento, si impone su in cinque livelli. Al piano terra era un pozzo di circa 30 metri di profondità che garantiva l’acqua al complesso. Nel primo piano è cella comunicante col piano superiore tramite due botole poste sul soffitto. Il castellano risiedeva al terzo piano, come mostra l’unico camino presente in tutta la rocca. L’ingresso al mastio era situato al quarto piano, su un notevole dislivello. Molto frequente nel Medioevo, infatti in caso di irruzione del nemico all’ interno delle mura tutte le strutture d’accesso al mastio venivano distrutte, così che quest’ultimo ne restava completamente isolato e si potesse procedere alla difesa. Alla sommità del mastio, certamente coperta, è la campana d’allarme, datata 1477 reca un’invocazione alla Madonna e la firma del fonditore Iacobus de Istria. Al suo interno, oggi, è il Museo della Rocca che ospita una interessante raccolta di armi antiche, dalla preistoria sino all’epoca moderna, e mostre temporanee.

“Creazioni di Lavanda” con la Lavanda di Donatella

Lʼazienda nasce nel 2004 con un obiettivo non meramente speculativo ma di investimento in termini di conoscenza, di rispetto del paesaggio e del territorio, si sviluppa su una superficie di circa 5 Ha e comprende al suo interno un casale e due annessi agricoli attigui. La superficie coltivata è suddivisa in un vigneto specializzato in Rosso Conero D.O.C., un oliveto di sole varietà autoctone marchigiane: leccino, frantoio, raggia e mignola, il lavandeto e un appezzamento dedicato ai piccoli frutti, more e lamponi in particolare.In questo senso, se le piante officinali non sono più facili o redditizie di altre e non usufruiscono di contributi alla coltivazione, i prodotti ottenuti da queste coltivazioni godono di effetti di nicchia particolarmente interessanti. Nel rispetto e in collegamento con la promozione del territorio molte varietà di piante coltivate in Azienda Agricola sono autoctone ed in particolare, la “Lavandula X Intermedia” e “Lavandula Angustifolia” sono piante della macchia mediterranea, storicamente coltivata nel territorio del Conero. Anche il vigneto è coltivato con vitigni di Montepulciano, da sempre utilizzato nella coltura viticola della zona del Conero, e inserito nella D.O.C. “Rosso Conero” . Le varietà utilizzate nellʼoliveto sono principalmente la “Raggia” e la “Mignola” antiche variètà delle colline Marchigiane. I prodotti di punta dell’azienda sono quelli ottenuti dalla trasformazione della coltivazione della Lavandula X Intermedia e Lavandula Angustifolia tramite essiccazione o distillazione. Con lʼessiccazione dei fiori si realizzano sacchetti, cuscini profumati e mazzi da utilizzare per la profumazione di ambienti o per uso alimentare. Con la distillazione, si ottiene lʼOlio Essenziale, per usi alimentari ed officinali e lʼIdrolato che è il vapore acqueo che si condensa nella distillazione e che porta con se tutti i principi attivi della lavanda ma in maniera più blanda. Viene usato come tonico e detergente. Inoltre, ispirandosi alla vecchia tradizione della saponeria artigianale si ottengono saponi solidi e liquidi allʼOlio Essenziale di Lavanda. Nel laboratorio polifunzionale dove si svolgono le lavorazioni, è presente anche il punto vendita.

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